emama

joined 7 months ago
 

Nel 1924 si svolgono le ultime elezioni multi-partitiche del Regno d'Italia prima dell'avvento della dittatura fascista.
Grazie alla cosiddetta legge Acerbo (n. 2444 del 18 novembre 1923) - un proporzionale con voto di lista e premio di maggioranza, approvata in un clima intimidatorio - per il Listone, a cui aderiscono oltre al Partito Nazionale Fascista (PNF) la maggioranza degli esponenti liberali come Vittorio Emanuele Orlando, Antonio Salandra, Enrico De Nicola (che però ritirò la sua prima delle elezioni), ex popolari espulsi dal partito, demosociali e sardisti filofascisti, oltre a numerose personalità della destra liberale e cattolica italiana, il risultato è scontato: il Listone è il primo partito, superando il 25% dei voti, utile a ottenere i privilegi previsti dalla legge Acerbo.
Poi in due anni, conquistatao il Parlamento ed il Governo, Mussolini trasforma il regime liberale in una dittatura con l'avallo del Re Savoia.

Meloni e la sua compagine di camerati vinte le elezioni del 2022 deve aver visto nella coincidenza della data (1924, 2022) un segno del destino. E come fece Mussolini ha pensato di dare la scalata allo Repubblica democratica e antifascista piegandola ad una democratura. Non credo sperasse di farcela in due anni come il Duce, ma deve averci sognato sopra. E pensato,forse, che per il fascismo fosse arrivato il momento della riscossa, riesumando le storiche modalità del fascio, compresi infiltrati ed agenti provocatori (Torino per ultima).

MA...
Purtroppo per lei e fortunatamente per noi i tempi non sono più quelli di un secolo fa. E se ci sono ancora degli Orlando e Salandra, ci sono anche tantissimi Matteotti ad opporsi al suo disegno.
E dobbiamo dimostrarlo da subito VOTANDO NO ALLA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA.

E prestiamo da subito massima attenzione alla legge elettorale, che non provino a far passare una nuova micidiale per la democrazia legge Acerbo di mussoliniana memoria.

#meloni #mussolini #1924 #2024 #leggeacerbo

@politica
@storia

 

Il Governo impedisce il voto ai fuorisede

Eppure...
"Nonostante il Governo abbia portato avanti due sperimentazioni sul voto a distanza - la prima in occasione delle Europee di giugno 2024 e la seconda agli ultimi referendum di giugno 2025 - la legge delega s.787 è ancora bloccata in Senato.

Nel nostro Paese al giorno d’oggi le persone si muovono all’interno dei confini nazionali per svariate ragioni: studiare all’università, curarsi in un ospedale specializzato, lavorare per qualche anno in una regione diversa o anche solo compiere una trasferta lavorativa di uno o più giorni (si pensi, ad esempio, al mondo dello sport e dello spettacolo o al settore dei trasporti). Tornare alla propria residenza per ogni elezione comporta un costo elevato in termini di tempo, risorse economiche e organizzazione - quando non risulta del tutto impossibile. Così chi si trova in trasferta per motivi di lavoro o altri impegni improrogabili è spesso costretto a rinunciare all’esercizio di un proprio diritto costituzionale. In un periodo di alto astensionismo elettorale, siamo convinti che la politica debba garantire ai cittadini in mobilità di poter votare nel luogo in cui si trovano.

L’obiettivo della suddetta proposta è dunque arrivare alle elezioni Politiche del 2027 con una legge in grado di garantire il voto a distanza. L’Italia è l’unico grande Paese europeo a non garantire questa possibilità, è arrivato il momento di risolvere la questione una volta per tutte. "

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/4200000

#votofuorisede #leggedelega

@politica @news

[–] emama@poliversity.it 1 points 6 days ago

@m3nhir @andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Cosa usavano ed usano è nel link del messaggio precedente

[–] emama@poliversity.it 1 points 6 days ago* (last edited 6 days ago)

@Suoko non credo che sia un problema, sono altre le questioni. Circa sono dietro famiglie italiane facoltose che premono sulla politica.
Cosa cambia rispetto alla strage di Corinaldo? I gestori che avrebbero dovuto controllare la sicurezza a partire dal sovraffollamento sino.a controllare zaini etc. non hanno subito che pochi giorni di chiusura.
I genitori dei minorenni morti hanno avuto giustizia solo confronti degli idiote dello spray al peperoncino. Giustizia parziale. Non credo vivano a Dubai o frequentino le stazioni sciistiche dei Vip.
https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia/_della/_discoteca/_Lanterna/_Azzurra

 

Trump sta usando L'ICE per fomentare i disordini al punto tale da dichiarare l'insurrezione ed attivare l'Insurrection Act bloccando così le elezioni di middle term. È quello che teme, e non solo lui, il
Governatore del Minnesota Tim Walz, che dispone la mobilitazione della Guardia Nazionale statale a supporto della Minnesota State Patrol, probabilmente per evitare veri e propri scontri tra l'Ice e i neri del Black Power.

Intanto Trump fa mettere sotto inchiesta sia il Governatore del Minnesota che il Sindaco di Minneapolis. Avevano denunvisto di essere stati esclusi dall'indagine federale sull'assassinio di Renée Good.

#GovernatoreMinnesota #TimWalz #minneapolis #minnesota #InsurrectionAct
#tubal

@politica

https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/minneapolis-governatore-walz-trump-rimuovi-questi-agenti-minnesota/AIuUnt2

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 week ago* (last edited 1 week ago) (2 children)

@m3nhir @andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Credo dipenda dal diverso potere che il Presidente americano ha su i corpi di polizia. Le Agenzie federali dipendono dal Presidente. Altri corpi di polizia invece sono dipendenti dai rispettivi Stati. Non dobbiamo dimenticare che gli USA sono una federazione di Stati che mantengono una considerevole indipendenza.

https://it.wikipedia.org/wiki/Forze/_di/_polizia/_degli/_Stati/_Uniti/_d%27America

 

Meloni e Tajani indignati per la scarcerazione di Moretti, puntano il dito contro la magistratura svizzera: "Ha sbagliato a rilasciare Moretti" ringhia quella ha liberato e riportato in patria con aereo di Stato, il torturatore libico Almasri ricercato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra e contro l'umanità (torture, stupri, detenzioni illegali), arrestato in Italia nel gennaio 2025 e subito rilasciato.

Meloni non si limita a protestare contro la magistratura italiana, ora vorrebbe mettere il becco politicamente su quella di un Paese sovrano.

Risponde a Meloni e Tajani, dandogli lezione di democrazia, il presidente della Confederazione Guy Parmelin, che in un video pubblicato dal Blick ha detto: “Possiamo comprendere l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti. Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico”.

Ecco! Rispettare la separazione dei poteri, senza intromissione dalla politica.

È un'anteprima di cosa accadrà in Italia con la riforma Nordio: primo passo per consentire alla politica di controllare la magistratura.

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Crans-Montana-l%E2%80%99indignazione-di-Roma-e-la-risposta-di-Berna--3451926.html

#crans_Montana #meloni #Trump
#riformamagistratura #GuyParmelin

@politica

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 week ago (4 children)

@andreabont @informapirata @smaurizi @politica
Piantedosi non smentisce: «“Non risulta”, ha detto, precisando che ogni delegazione protegge i propri partecipanti come ritiene opportuno. Ha sottolineato che, in caso di arrivo, gli agenti americani si coordinerebbero con le forze italiane, una prassi definita normale e non un’ingerenza. Piantedosi ha inoltre ricordato che simili misure di sicurezza sono comuni durante visite di alti rappresentanti stranieri.»
https://tv.alanews.it/2026/01/24/milano-cortina-piantedosi-presenza-ice-non-confermata-prassi-normale-per-la-sicurezza/

 

LA REPRESSIONE "OLISTICA" di NOEMI DI SEGNI (Presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane) (Sic.).

di Lavinia Marchetti

Il problema non è cosa pensi Noemi Di Segni, ma ciò che rappresenta quando va a parlare nelle nostre istituzioni (dato che quelle istituzioni poi, ahinoi, legiferano su di noi...): il sionismo.

In Commissione Affari costituzionali, l’urgenza e l'indifferibilità vengono presentate prima come leva politica e poi buttate in faccia a tutti come cornice morale per legiferare contro le manifestazioni a favore della Palestina. Io, al momento, in Italia, non ho visto nessuna notte dei cristalli, anzi... Ma Di Segni lo dice con una verve da emergenza umanitaria, e mi piacerebbe usasse tale verve per Gaza, ma tant'è... : «Riteniamo indifferibile e urgente l’esame di misure, anche legislative, che possano essere responsabilmente intraprese a livello parlamentare, in integrazione con le politiche attive già previste in ambiti quali cultura, formazione, educazione, accademia e sport, molte delle quali definite nella Strategia nazionale coordinata da Pasquale Angelosanto».

È legittimo cercare tutela contro l’odio antiebraico. Il problema vero è un altro: l’oggetto reale di quella domanda e dove è stata presentata. Quando si entra in un luogo che produce norme e leggi se ne vuole uscire con nuove definizioni e nuovi strumenti giudiziari. L’urgenza, in politica, raramente resta un sentimento. Diventa un metodo e porta sempre repressione. La logica dell'eccezione diventa un criterio di priorità che scavalca, riduce, semplifica, e poi si deposita nella legge come una scelta irreversibile.

La seconda frase è quella che, più di tutte, merita di essere affissa e decostruita, perché qui il linguaggio, invece di distinguere, impasta. Invece di separare piani, li chiude in un unico blocco fintamente emotivo e operativo: «Visto che l’antisemitismo si presenta in molteplici forme – neofascismo nostalgico, letture distorte dei testi religiosi ebraici, minaccia fisica del terrorismo islamico, demonizzazione cosmopolita degli ebrei e di Israele, nazificazione e strumentalizzazione della Shoah – l’impegno sull’antisemitismo non può essere selettivo e focalizzare un solo aspetto ma bensì essere olistico».

L’“olismo” è una rete a strascico. Se il fenomeno viene dichiarato totale, totale diventa la risposta. Se tutto si tiene, allora tutto può essere preso dentro. E quando, nella stessa sede, si discute del rapporto tra libertà costituzionali e “abuso” delle stesse, l’equazione è pronta: ciò che disturba può essere trattato come abuso e quindi ogni critica, anche criticare un genocidio in corso, può essere riscritto come odio fino a portare ciò che si contesta come minaccia.

Il sionismo, quando parla nelle istituzioni, parla come un dispositivo che punta a blindare una zona morale intoccabile, un’area immunizzata dal conflitto politico. È una richiesta di eccezione permanente nel linguaggio, nel perimetro della critica. Sappiamo tutti a cosa puntano: CRIMINALIZZARE IL DISSENSO per far scendere l'agognato silenzio su Gaza e Cisgiordania e completare genocidio e occupazione.

Ecco perché il tema non è la psicologia di Di Segni, ma la sua funzione dentro le nostre istituzioni. Una volta ottenuto un lessico istituzionale (Gasparri; Delrio) capace di confondere la critica con l’odio, resta un ultimo passaggio, il più importante per i sionisti, ovvero far entrare quel lessico nella norma, nelle leggi, nelle nostre scuole e soprattutto nello spazio pubblico. A quel punto la promessa “olistica” si rivela per ciò che è: una repressione totale che garantisca immunità legale e morale a un genocidio e a una ideologia (il sionismo) protofascista e messianica.

#noemidiSegni #sionismoSionismoReale #dissensoNonÈTerrorismo #criminalizzazione #gaza #laviniaMarchetti

@politica

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Da Armando Reggio su fb (s3.poliversity.it)
submitted 1 week ago* (last edited 1 week ago) by emama@poliversity.it to c/politica@feddit.it
 

Da Armando Reggio su fb

LA MELONI ESALTA UN'ITALIA IMMAGINARIA

Dal 2021 al 2025:

+ 24-25% per beni alimentari e di prima necessità

+ 34% per l'energia

- 8,8% del potere d'acquisto

Sono dati dell'ISTAT, che le sei reti di teleMeloni e i giornali d'estrema destra ben si guardano dal divulgare.

Va osservato che questi insostenibili aumenti sono grandemente maggiori dell'inflazione generale, che, infatti, è stata di circa dell'1.5-1.9% nel 2025.

Rincari sospetti - soprattutto per i beni di prima necessità -, tanto che l'Antitrust ha avviato un'indagine sulla grande distribuzione, evidenziando maggiori disuguaglianze, che incidono inevitabilmente sul borsellino delle famiglie più fragili e di ceto medio.

È evidente, perciò, che questa impennata dei prezzi è incongrua con l'andamento dell'inflazione.

Ne è conseguente il legittimo allarme sociale sollevato dalla sinistra.

E i salari?
Nominalmente in crescita, realmente in calo, con palese riduzione del potere d'acquisto: è come se fossero calati dell'8,8%

Il loro divario con quelli in Unione Europea è altamente significativo.
Secondo le più aggiornate rilevazioni di EUROSTAT e OCSE, lo stipendio medio lordo mensile italiano nel 2023 era di circa 2.729 euro, contro la media europea di 3.155 euro.
I lavoratori italiani, quindi, guadagnavano in media 429 euro in meno al mese degli altri europei. Il divario annuale è, così, di oltre 5.000 euro su 12 mensilità. E le cose negli ultimi due anni non sono migliorate.

I salari italiani - è noto - rimangono fermi, con una crescita più lenta che in Spagna e in Francia.

Non va sottaciuto che è sempre più tardivo l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che la loro permanenza occupaazionale è normalmente discontinua.

Sì aggiunga che moltissimi contratti sono scaduti da anni e gli adeguamenti sono lenti.

La produttività è poi stagnante, tanto che le imprese, soprattutto le più piccole, attribuiscono a essa la difficoltà di sostenere aumenti significativi delle retribuzioni.

Il lavoro a basso salario, inoltre, caratterizza larga parte del tessuto produttivo italiano: in molti settori, i livelli retributivi restano compressi da anni di moderazione salariale, da contratti precari e da una contrattazione integrativa poco diffusa.

Del resto, pur quando gli aumenti vengono riconosciuti, sono neutralizzati - come si sottolineava - dai rincari dei prezzi e dall'inflazione.

Irrita, in definitiva, la litania vittimistica della Meloni verso chi la incalza sulle sue menzogne del "tutto va bene".

#stipendi
#salari
#Inflazione
#carovita

@politica
@economia

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 week ago

@katttivizzima @politica
esatto, anche nel caso di un coltello da cucina.
"La Legge 110 del 1975 disciplina il porto delle armi improprie, definendole strumenti che, pur avendo una destinazione d'uso diversa, possono essere usati per offendere (es. coltelli, mazze, accette, sfollagente, noccoliere, ecc.). L'articolo 4 sancisce che il loro porto è vietato fuori dalla propria abitazione o pertinenze, se non per giustificato motivo, ovvero per l'uso legato alla loro funzione specifica (come un coltello da cucina per cucinare), pena sanzioni penali. L'acquisto e la detenzione in casa sono generalmente permessi, ma il porto fuori casa senza ragione valida è illecito. "

 

L'UNICO POSTO IN CUI LA "SINISTRA"... (R)ESISTE è IL RICORDO

Parte 1

di Lavinia Marchetti

L'INFANZIA DEL SOSPETTO

- Chiedo perdono. Un lungo pippone su qualcosa che non esiste, eppure lucra su di noi e avrebbe anche la pretesa di rappresentarci.

Quando i miei sensi hanno cominciato a decodificare il mondo in chiave non più magica, ma logica, insomma attorno ai 9 anni (non so se Piaget sarebbe d'accordo, ma nel caso non lo fosse gli darei ragione), ricordo mio padre disperato girare nervosamente per la sala imprecando. Berlusconi aveva appena vinto le elezioni. Mio padre non si capacitava di come gli italiani fossero caduti in quello che lui chiamava "tranello del capitale". In quel momento la sinistra sembrava ancora quella di sempre. Nei Democratici di Sinistra militavano figure come Achille Occhetto e Massimo D’Alema, reduci dalla svolta post-comunista; sull’altro versante c’era Rifondazione Comunista, guidata da Fausto Bertinotti insieme al veterano Armando Cossutta, a difesa dell’eredità del PCI. Il Muro di Berlino era crollato da pochi anni, ma certi valori parevano ancora inalienabili. Si parlava di colpire le grandi ricchezze con una patrimoniale e di rafforzare lo Stato sociale, sfogliando oggi “L’unità” di quegli anni sembrava davvero che in Italia ci fosse un’opposizione. In seconda pagina le case popolari rientravano nelle priorità pubbliche, il lavoro stabile era considerato un diritto irrinunciabile, i diritti dei lavoratori un fondamento della democrazia. Nessuno esaltava ancora la flessibilità, quel concetto sarebbe entrato nel lessico solo più tardi, man mano che il precariato avanzava. E il movimento altermondialista, il cosiddetto no global, doveva ancora nascere e già aveva ragione. Insomma, in quei primi anni ’90 la sinistra italiana aveva difetti e limiti, ma conservava una parvenza di identità storica fatta di giustizia sociale e lotta all’ingiustizia economica. Mio padre, che quella sera imprecava contro l’ascesa del Cavaliere, era figlio di quell’idea di sinistra e credeva davvero che certe battaglie dovessero continuare. Guardandomi indietro, con gli occhi di oggi, provo una malinconia quasi spietata per quelle speranze. Erano ingenue, forse, ma tenevano accesa una fiamma collettiva. Oggi di quella fiamma restano solo braci fumanti e stanze buie.

GENOVA 2001: LA FERITA E IL RIFIUTO E L'ANTIBERLUSCONISMO COME COPERTA SBRINDELLATA

Ho capito davvero cosa stava diventando la sinistra italiana nel luglio 2001, a Genova. Avevo quindici anni e andai con mio padre a Genova, contro il G8 dei globalismi (e oggi vediamo dove ci hanno portati). Le cariche della polizia, il sangue in piazza, massacri, torture, sospensione del diritto. Le strade erano invase da giovani che contestavano un’idea di globalizzazione liberista e volevano dare voce agli ultimi; lo Stato rispose con la violenza cieca. Fu come vedere un sipario che si strappa. Da una parte c’era un movimento di opposizione dal basso, generoso e globale; dall’altra, la politica istituzionale che voltava lo sguardo o balbettava giustificazioni. Proprio in quei giorni, mentre i governi archiviavano in fretta le responsabilità per le torture alla scuola Diaz e a Bolzaneto, e le posizioni della sinistra governativa erano tiepide e non capirono subito la gravità di ciò che era successo, io capii che non avrei mai votato per questa sinistra, anzi se le istituzioni avevano permesso e attuato tutto ciò, di certo non avrei votato nessuno là dentro. La delusione non nacque all’improvviso: covava da tempo, almeno dagli anni di Tangentopoli e della fine del PCI. Ma Genova 2001 fu uno spartiacque simbolico. Mi resi conto che i partiti che si dichiaravano di sinistra erano ormai entità senz’anima, pronte a rinnegare i propri ideali pur di restare nel gioco del potere. Sopravviveva un solo collante a tenerle insieme: la paura e l’odio verso un nemico comune, Silvio Berlusconi. Per anni, in effetti, l’unica cosa che ha dato una parvenza di unità alla sinistra italiana è stata l’antiberlusconismo. Parlo per esperienza. Quanti conoscenti ho visto negli, anni, un ventennio, tappandosi il naso votare prima PDS, poi DS e infine PD, non perché ne condividessero il programma (quando c’era), ma “turandosi il naso” pur di sbarrare la strada al Cavaliere! Era un riflesso pavloviano della mia generazione e di quella precedente: votare contro qualcuno, più che a favore di qualcosa. Una sinistra definita per negazione e contrasto. Il risultato? L’identità della sinistra si è svuotata, ridotta a specchio rovesciato della destra berlusconiana. Per anni il centrosinistra italiano ha costruito la propria immagine in modo speculare a Berlusconi e ai suoi alleati, definendosi anzitutto in opposizione a loro. Persino lo stile è divenuto l’unica differenza: da una parte un linguaggio più politicamente corretto, dall’altra barzellette sessiste e ammiccamenti neofascisti. Ma nei fatti sostanziali quella finta alternativa ha finito per ricalcare le orme dell’avversario. Berlusconi, agitato come spauracchio ideologico, permetteva alla sinistra di occupare il potere facendo più o meno le stesse politiche economiche e sociali della destra. I governi di centrosinistra, dietro il paravento della “difesa della Costituzione” dai colpi di testa berlusconiani, applicavano anch’essi il verbo liberista e tagliavano lo Stato sociale, magari con migliore educazione formale, senza barbare spacconate, ma con pari efficacia. In quegli anni la sinistra moderata italiana ha smesso di essere un’alternativa: si è trasformata in una variante educata della destra sul piano economico e in un fragile argine morale sul piano civile. L’antiberlusconismo come collante ideologico, ha fatto più danni di Silvio Berlusconi, non tanto all’Italia quanto alla sinistra tutta. Ha prosciugato ogni visione positiva e propositiva. Ha ridotto la politica a tifo contro un uomo, lasciando intatto il sistema che quell’uomo rappresentava. Alla fine, dopo tante battaglie campali contro “il Caimano”, la sinistra italiana si è accorta, troppo tardi, e oggi ne raccattiamo balbettamenti metafisici, di aver perso l’anima. E, ironia della sorte, quando Berlusconi è uscito di scena, è rimasto solo un guscio vuoto. Senza più nemico esterno, il re è apparso nudo. L’Italia è un paese senza opposizione.

D’ALEMA BOMBARDA BELGRADO: IL DECLINO PRENDE FORMA

Ma facciamo un viaggio nella storia. Nel 1999 Massimo D’Alema, fu il primo presidente del Consiglio del dopoguerra a partecipare attivamente a una guerra: i caccia italiani da lui inviati bombardarono Belgrado “per ragioni umanitarie”. Fu un momento storico di deragliamento. Nessuno sa se avesse avuto scelta o meno. Ma poco importa. Pochi anni prima, in piazza, gridavamo “mai più guerre” con le bandiere arcobaleno; adesso vedevamo il nostro governo di sinistra sganciare ordigni su un paese europeo senza mandato ONU. Lacerante, ma venne presentato come atto di civiltà. D’Alema stesso, a conflitto finito, dichiarò di sperare che giorni così terribili non si ripetessero, ma che se l’Italia fosse di nuovo chiamata alle sue responsabilità non si sarebbe tirata indietro. In altre parole, rivendicava la scelta bellica e si diceva pronto a rifarla. Da lì in poi, la china è stata costante. La sinistra che fu pacifista è diventata atlantista senza dubbi: ha appoggiato ogni intervento NATO, dall’Afghanistan alla Libia, ha avallato l’aumento delle spese militari e oggi sostiene l’invio di armi in ogni nuovo scenario di conflitto. Con una mano alcuni suoi esponenti continuano a predicare i diritti umani, con l’altra firmano forniture di armamenti a regimi in guerra. Un ex Presidente della Camera come Luciano Violante oggi dirige una fondazione dell’industria bellica; un ex ministro come Marco Minniti ha architettato il patto scellerato con le milizie libiche, esternalizzando la gestione dei migranti in condizioni disumane; un ex senatore PD come Nicola Latorre è passato a guidare l’Agenzia industrie difesa. E potremmo continuare. Non sorprende allora che, di fronte al genocidio di Gaza, la base attivista abbia accolto con sdegno i convegni dell’associazione “Sinistra per Israele”, ribattezzandola amaramente “Sinistra per il genocidio”. Lo smarrimento è totale, come siamo giunti al punto in cui chi si proclama di sinistra viene percepito (non a torto) come complice delle peggiori politiche di sopraffazione?

#laviniaMarchetti

@politica

 

Questa è la lettera che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inviato al premier norvegese Jonas Støre.

“Caro Jonas: considerato che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre e più, non mi sento più obbligato a pensare esclusivamente alla Pace, anche se essa resterà sempre predominante, ma ora posso anche pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America.

La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non esistono documenti scritti, è solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì.

Ho fatto più io per la NATO di qualsiasi altra persona dalla sua fondazione, e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti.

Il mondo non è sicuro se non abbiamo un Controllo Completo e Totale della Groenlandia.
Grazie!".

Gne gne gne ho fatto il bravo e la Befana mi ha portato il carbone?!

Come un bimbo stizzito, purtroppo non si tratta di un pargolo qualunque, ma dell'ottantenne presidente USA. Impensabile non prenderlo sul serio, gravi sono i danni che può provocare, con effetti nello spazio e nel tempo non misurabili.

No Nobel, no Pace

#trump #støre #Norvegia #nobelPeacePrize #Groenlandia

@politica @news

[–] emama@poliversity.it 1 points 2 weeks ago* (last edited 2 weeks ago)

@politica #Palestine #Gaza #FreePalestine #STOPtheGENOCIDE #ananalimansour #hannoun #FreeThemAll

DICHIARAZIONE RILASCIATA DURANTE IL PROCESSO DA ANAN YARESH, RESISTENTE PALESTINESE ACCUSATO DI TERRORISMO, CONDANNATO OGGI IN 1°GRADO DAL TRIBUNALE DI L’AQUILA A CINQUE ANNI E SEI MESI
GLI ALTRI DUE PALESTINESI ARRESTATI CON LUI, ALI IRAR E MANSOUR DOGA DOGHMOSH, SONO STATI ASSOLTI
STRALCI

L’Italia ha anche accolto il leader e fondatore del nostro movimento al Parlamento italiano per ben due volte.
In quell’occasione, egli venne in Italia vestito con la propria divisa militare e armato, e dall’Italia pronunciò un discorso che fu ascoltato dal mondo intero.
Lo stesso è stato fatto con l’attuale presidente, Mahmoud Abbas.

Se lo sguardo strabico della giustizia affermerà che i resistenti palestinesi sono terroristi e non partigiani avallerà la politica del più forte, la legge della giungla, dove il più forte e brutale prevale.
Signor Giudice, il popolo italiano non è e non sarà mai nostro nemico; merita tutto il meglio e il nostro rispetto, è un popolo amico che ha sempre sostenuto la causa palestinese.
I nostri nemici sono gli israeliani che occupano la nostra terra, e nessun altro.
L’entità israeliana è un’entità occupante e terrorista, che non rispetta e non ha mai rispettato, nella sua storia, le leggi internazionali.
Ha una storia colma di tradimenti. Hanno assassinato, nel corso degli anni, molti palestinesi in tutto il mondo: in Norvegia, Ungheria, Bulgaria, anche qui in Italia, in Malesia e in diversi paesi arabi.
Essi non riconoscono nessuna legge che non sia la loro, nessuna legittimità che non sia la loro, e guardano a tutti coloro che non sono israeliani come loro subordinati.

Oggi definiscono le organizzazioni delle Nazioni Unite come terroristiche, come l’UNRWA, e l’ONU come un covo di antisemiti, e con tutta insolenza attaccano anche il Papa con la stessa accusa infamante.
Diventa un nemico da prendere di mira chiunque non si allinei con loro.
Noi Palestinesi siamo un popolo libero e non accetteremo mai di essere gli schiavi di nessuno.

In questi ultimi giorni, davanti agli occhi dell’intero mondo, l’esercito israeliano ha sfollato oltre 40 mila palestinesi dalle proprie case a Tulkarem, bruciando abitazioni, devastando strade, ospedali, uccidendo donne e bambini; lo stesso accade anche a Jenin.
Continuano a occupare anche ora, mentre mi trovo in quest’aula, commettendo i peggiori massacri contro i civili inermi, mentre voi tacciate il nostro difenderci di terrorismo; su quanto accade siete divenuti ciechi e sordi, perché non vi esprimete?

Signor Giudice, l’entità sionista uccide e distrugge in Palestina sin dal 1947, e non dal 7 ottobre.
Ma il mondo è rimasto immobile e in silenzio, e il dolore lo prova solo chi riceve la ferita.
Ci troviamo ad affrontare una violenza squadrista, nazi-fascista, così come il popolo italiano ha affrontato l’aggressione e la violenza nazista tedesca.
La differenza tra noi e voi, però, è che dopo più o meno 20 anni, voi siete riusciti a liberarvi, mentre noi, dopo 75 anni, ci ritroviamo ancora a resistere.

Signor Giudice, se la resistenza palestinese, legittimata da tutte le corti internazionali, a cui l’Italia ha aderito e riconosce legittimità, oggi la considerate terrorismo, allora, stando allo stesso principio, anche la resistenza italiana contro Mussolini, il fascismo e la Germania nazista dovrebbe essere definita terrorismo.

Signor Giudice, nel corso della sua storia l’occupazione israeliana non ha rispettato né le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza né le decisioni della Corte Internazionale, potete dirmi che fine hanno fatto gli Accordi di Oslo e Camp David, e che fine hanno fatto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242 e 338?
Riuscite a censire i palestinesi uccisi nel corso dell’aggressione israeliana a partire dal 1947 fino al giorno d’oggi?
Oppure il numero di profughi cacciati?
Come si esprime su questo il vostro diritto e la vostra legge?

Signor Giudice, la madre palestinese è come tutte le madri di questa terra.
Immaginate con me di svegliarvi ogni mattina, mandare vostro figlio a scuola, preparargli da mangiare e, al momento di riaccoglierlo a casa al suo ritorno, vederlo tornare avvolto in un telo bianco, ucciso da un soldato israeliano, e doverlo stringere per l'ultima volta. Immaginate, a Gaza, un padre con sua moglie e nove figli che si trovano senza cibo. Il padre esce per cercare qualcosa da mangiare; al suo ritorno ritrova tutta la famiglia morta sotto le macerie, uccisa da un bombardamento sionista.

Qualcuno di voi può alzarsi e dire che Israele è uno Stato occupante, oppressore e terrorista?
Questa verità la sapete tutti in cuor vostro, ma nessuno di voi può dirla ad alta voce, perché vi ritrovereste accusati di antisemitismo, perdereste il vostro lavoro o potreste trovarvi a dividere con me il tavolo a pranzo in carcere, con un’accusa di terrorismo.
Per questo dico e ripeto che forse i palestinesi sono i soli liberi in questo mondo di schiavi.
Viva la Palestina libera e araba
Viva Gerusalemme, sua eterna capitale
Pace all’anima dei martiri e dei bambini di Palestina
Saremo sempre la prima linea di difesa fino alla liberazione

@politica

#Palestine #Gaza
#FreePalestine
#STOPtheGENOCIDE
#ananalimansour
#hannoun
#FreeThemAll

 

🇵🇸 DICHIARAZIONE RILASCIATA DURANTE IL PROCESSO DA ANAN YARESH, RESISTENTE PALESTINESE ACCUSATO DI TERRORISMO, CONDANNATO OGGI IN 1°GRADO DAL TRIBUNALE DI L’AQUILA A CINQUE ANNI E SEI MESI
GLI ALTRI DUE PALESTINESI ARRESTATI CON LUI, ALI IRAR E MANSOUR DOGA DOGHMOSH, SONO STATI ASSOLTI
STRALCI

" Desidero iniziare con i miei saluti alla Corte e a tutti i presenti.

Esiste sempre la legge, ma anche lo spirito della legge; pertanto, vorrei chiedere all’Onorevole Giudice di concedermi il minimo diritto umano nei confronti del mio Paese, osservando un minuto di silenzio per le anime dei bambini, delle donne e dei martiri della Palestina.
Innanzitutto, desidero affermare la mia fiducia nel sistema giudiziario italiano e riconoscerne la legittimità.
Tuttavia, mi oppongo all’essere processato in Italia, in quanto sono palestinese e non ho commesso alcun reato né in Italia né in qualsiasi altro paese.
Il mio fascicolo, come resistente palestinese, è conosciuto dalle autorità di sicurezza italiane, e ho ottenuto il permesso di soggiorno in Italia e la protezione speciale dopo che la mia richiesta di asilo era stata respinta dal Tribunale di Foggia.
Sfortunatamente, signor Giudice, ho preso visione delle vostre osservazioni sul caso e, con rammarico, ne ho dedotto che considerate il palestinese terrorista non per la, legittima, resistenza che porta avanti contro uno stato occupante, ma perché riconoscete Israele come uno Stato amico.
Non mi state processando in base al diritto internazionale, ma in base ai vostri rapporti diplomatici, solo perché Israele è considerato un alleato del governo italiano, un partner commerciale, e ritenete legittime tutte le azioni che esso porta avanti. Tanto vale allora cambiare il nome delle corti internazionali e umanitarie in "Corti degli amici".
Volete che mi difenda dalle accuse a mio carico, ma mi vergogno di cercare l'assoluzione da accuse che per me rappresentano un motivo di onore.
Non voglio difendermi dall’accusa di avere dei diritti e di averli rivendicati, o di aver tentato di liberare la mia gente e il mio Paese dall’oppressione coloniale.
Giuro che non intendo essere assolto dalla legittima resistenza contro l’occupazione sionista.
La resistenza palestinese è uno dei fenomeni più nobili conosciuti dalla storia.

Piuttosto, mi vergogno di trovarmi in una stanza calda, anche se in carcere, mentre i bambini di Gaza muoiono di freddo, fame e sete. Mi vergogno del buon trattamento ricevuto dalle autorità carcerarie qui, mentre i miei fratelli prigionieri nelle carceri israeliane vengono sottoposti ai peggiori tipi di tortura, oppressione, sevizie.

Signor Giudice, su tutti i miei documenti rilasciati in Italia non è riportato il nome “Palestina”, ma quello di “Territori occupati”.
Quindi, sapete che quella terra è occupata e, di conseguenza, in base alle convenzioni firmate dal vostro Paese, dovete ritenere legittima la resistenza contro l’entità occupante.
Perché allora mi ritrovo oggi detenuto da parte vostra?

Come partigiano palestinese sono costretto ad osservare che da un punto di vista politico il mondo adotta due pesi e due misure: colui che è più forte e appoggiato dagli USA è colui che prevale.
Ma la Giustizia, il diritto, utilizza anch’esso lo stesso metro di giudizio, due pesi e due misure, oppure saranno le leggi a prevalere nelle aule di Tribunale?
Sarebbe giusto, se considerando i coloni che occupano la terra di Palestina senza diritto né legittimità, dei civili, solo perché non indossano le divise dell’esercito israeliano, aveste lo stesso giudizio nei confronti della resistenza palestinese, anch’essa infatti è composta da civili e non da militari, in quanto la Palestina non possiede uno Stato e neppure un esercito con cui difendersi dagli aggressori.
Da anni uccidono donne e bambini, bruciandoli addirittura all’interno delle loro case, come hanno fatto a Hebron uccidendo oltre 30 fedeli nella Moschea di Abramo, o come hanno fatto con la famiglia Dawabsha, con Iman Hejju, con Mohammad al-Durrah, o come hanno fatto nel villaggio di Jatt il 16 agosto e in molte altre occasioni, con lo scopo di incutere terrore nei palestinesi e obbligarli a lasciare la propria terra; i coloni seguono gli insegnamenti della Haganah e dell’Irgun.

Nulla può testimoniarlo meglio di quanto recentemente dichiarato in una lettera dal Direttore dello Shin Bet israeliano, che ha riconosciuto che i coloni sono gruppi terroristici e che le autorità israeliane dovrebbero arrestarli e reprimerli. Tuttavia, la risposta di Benjamin Netanyahu è stata fornire ai coloni oltre10.000 fucili.

Ma d’altronde cosa aspettarsi da Netanyahu riconosciuto dalla Corte Penale Internazionale come criminale di guerra per i massacri compiuti nei confronti dei palestinesi.

Il Tribunale dell’Aja ha emesso un mandato di cattura nei suoi confronti nel caso arrivasse in Europa, ma, nonostante ciò, il governo italiano ha dichiarato che sarà il benvenuto in Italia e ha rifiutato la decisione della Corte, disconoscendone la legittimità.
È il governo che ha deciso di arrestarmi su richiesta israeliana, attribuendomi l’appellativo di terrorista.
Alla luce di ciò, posso affermare di non vedere nessuna legge in questo paese che non sia quella del più forte; tutto il resto sono solo finzioni che vengono, con la forza, imposte ai più deboli.
Le donne di tutta la terra non sono state capaci di dare vita a resistenti come quelli palestinesi.

Signor Giudice, contro di noi si sono schierate tutte le nazioni e gli eserciti del mondo, pensando di liquidare la nostra causa.
Ma la nostra causa non finirà finché ci sarà un solo bambino palestinese in vita.
I nostri diritti li riavremo.
Non chiediamo pietà a nessuno, non ci inchiniamo davanti a nessuno, anche a costo di essere tutti uccisi, arrestati o deportati.
I palestinesi non abbasseranno la testa né mendicheranno pietà, perché abbiamo dalla nostra parte la ragione.
E se nessuno ci restituirà i nostri diritti in vita, crediamo che, dopo la morte, ci ritroveremo davanti a un giudizio che sarà il più giusto: quello di Dio, che non negherà il diritto a nessuno e ridarà a ogni oppresso i suoi diritti, forte o debole che sia, perché tutti, il giorno del giudizio, saranno uguali.

Signor Giudice, in passato, sono stato sottoposto decine di volte alla tortura.
Sono anche stato vittima di tentati assassinii da parte di Israele, sia in Palestina che all’estero.
Nel mio corpo vi sono 11 proiettili e oltre 40 schegge; non ho un osso che non sia stato rotto.
Non ho un passato, se non alcuni ricordi e foto di amici uccisi per mano dell’occupazione, e di un’amica giustiziata a sangue freddo davanti ai miei occhi.
Ho una famiglia che non vedo da lunghi anni e due genitori morti senza realizzare il loro sogno di rivederci un’ultima volta.
Ho una patria devastata, un popolo sfollato, e persino le nostre case sono state demolite dai bulldozer israeliani.
Ciononostante, non ho mai fatto un passo indietro né esitato nel rivendicare il diritto del mio paese alla libertà, e non ho mai chinato il capo davanti a nessuno.
Questo perché credo fermamente in questa causa.
Cosa sarà mai essere ucciso per la libertà del mio paese e del mio popolo?
Cosa sarà mai trascorrere anni in carcere per la mia causa?
Specie considerando che vi sono oltre 10.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, e io sono una parte indivisibile di loro.
Se vi è una cosa che mi rattrista, è che tutti i miei compagni hanno avuto l’onore di cadere martiri, lottando per la Palestina, nutrendo con il loro sangue quella terra di pace e amore, violata dall’occupazione sionista.
E io non ero al loro fianco.
Non amiamo la morte; al contrario, siamo un popolo che ama la vita più di ogni altra cosa.
Tuttavia, preferiamo la morte con dignità e onore al vivere nell’umiliazione, con i nostri diritti negati.

Signor Giudice, noi crediamo che la Palestina lo meriti e che la nostra amata Gerusalemme abbia un caro costo, che ogni palestinese è disposto a pagare con la propria anima.

Quando la Palestina chiama, ferita, ha solo noi, suoi figli, disposti a difenderla con l’anima e con il sangue.
Chi non difende la propria madre quando ha bisogno di lui, un domani non avrà il diritto di essere seppellito nella sua stessa terra, annaffiata dal sangue dei martiri.
È un figlio indegno, che verrà respinto dalla sua stessa terra e non sentirà mai calore, né in vita né in morte. Tutti voi avete una patria nella quale vivere in tranquillità e sicurezza, tranne noi palestinesi.
La nostra patria vive in noi, e siamo disposti a sacrificare l’anima in sua difesa.
È lei che ci dà dignità e onore, e questo lo possono comprendere solo i liberi di questa terra; siamo un popolo che non si arrende, è vittoria o morte.
Come potete accusarmi di terrorismo, mentre riconoscete la legittimità del movimento Fatah, del quale esistono uffici e rappresentanze in tutto il mondo, tra cui l’Italia, non è un atteggiamento falso e ipocrita?

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Governo Meloni: muscolare coi deboli, servile coi bulli.

Mentre il ddl sicurezza affronta i problemi del Paese con nuove prove di forza contro chi lo contesta, contro la delinquenza giovanile, senza prestare alcun ascolto al disagio delle persone, si mostra completamente servile, prono al trono di Trump.
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/piantedosi-pacchetto-sicurezza-in-consiglio-dei-ministri-per-ok-entro-la-fine-del-mese-f1cd7d23-cda3-4c48-943c-c93f27ad42e8.html

Da Gaza all'Ucraina per ultimo alla Groenlandia, la prima preoccupazione per Meloni è non infastidire il presidente USA, tenendo un profilo talmente basso da essere praticamente sotto i tacchi del bullo americano.

Trump mette nuovi dazi contro otto Paesi europei, Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, con un aumento progressivo: 10% a partire dal primo febbraio, 25 % da giugno.
L'Italia si è defilata dalla specifica missione e non è colpita dalle minacce.
https://www.fanpage.it/politica/groenlandia-trump-colpisce-otto-paesi-europei-con-nuovi-dazi-lue-lisola-non-e-in-vendita/

#pacchettosicurezza #ddlSicurezza #governoItaliano
#meloni #Trump #Europa #groenlandia

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Ilaria Cucchi

Come lo definireste un Paese in cui chi vuole recarsi a una manifestazione può trovarsi in stato di fermo, da un momento all’altro, senza aver fatto niente?

Le manifestazioni di questi giorni ci farebbero pensare all’Iran. O magari a qualche altro regime in cui calpestare i diritti umani è l’hobby preferito del potente di turno. Bene, se date un’occhiata alle bozze che stanno circolando in queste ore del nuovo “pacchetto sicurezza” del governo Meloni, c’è da avere la pelle d’oca. Gli articoli sono tanti, uno più pericoloso dell’altro.

Mi concentro sulle manifestazioni perché credo che il vero obiettivo della destra sia proprio lì: annullare, per legge, il dissenso.

Ci hanno già provato una volta, con il decreto dell’anno scorso.

Ora tornano alla carica, non perché l’Italia abbia bisogno di più repressione. Quella prevista nei provvedimenti di questi tre anni è già ben oltre il limite di una democrazia in salute.

No, tornano alla carica perché manca sempre di meno alle elezioni e i problemi a cui la premier e i suoi ministri non hanno saputo rispondere sono tanti, troppi, e soprattutto enormi. Il costo della vita, gli stipendi di lavoratori e lavoratrici che non si alzano, le cure a cui milioni di italiani sono costretti a rinunciare. La lista è lunga.

E ora il governo ha paura.

Ha paura che se le persone continuano a protestare, tante altre si convinceranno che è la cosa giusta da fare. E così le attaccano. Ci attaccano.

Ma non passeranno

#Ilariacucchi #ddlSicurezza

@politica

 

Da Ilaria Cucchi

Vi ricordate il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, quando diceva di provare “intima gioia” nel privare del fiato i detenuti nel blindato? Non oso immaginare la sensazione che ha accompagnato l’introduzione dello spray al peperoncino come strumento di “protezione” degli agenti.

Sembra incredibile, in un Paese in cui la stragrande maggioranza delle carceri sono iper affollate, anche solo pensare a una cosa del genere.

Purtroppo è tutto vero.

Grazie a una malaugurata decisione del DAP - il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - nei prossimi sei mesi lo spray sarà a disposizione e potrà essere utilizzato contro i detenuti, sia nelle celle che nelle parti comuni. Poco importa se si tratta dell’ennesimo fallimento esplicito di una politica che da tre anni continua a inasprire la repressione - perché continuare così, se non sta funzionando? L’umore del sottosegretario sarà alla stelle.

E ai diritti umani, penserà come sempre qualcun altro.

#delmastrodimettiti
#delmastro
#carceri
#spraypeperoncino

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[–] emama@poliversity.it 1 points 2 weeks ago

@akaknijn @politica
Grazie, 3 e 4 sono vicini. Così ho schiacciato l'un per l'altro.
Ormai non correggo.
Confermo il terzo dalla polizia. Mi sembra, comunque, che nella commemorazione ricordino tutti e tre.

[–] emama@poliversity.it 1 points 1 month ago (1 children)

@informapirata mi ricorda quando da piccoli ci contingentavano il tempo davanti alla tv. I motivi erano simili. Non identici, però.

[–] emama@poliversity.it 1 points 7 months ago

@anarchiversitario @politica
Tajani rimandato a settembre in Storia
La storia d'Italia e d'Europa questa sconosciuta, per Tajani. Figurarsi cosa non sa della Storia mondiale.

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